PRESS - RASSEGNA STAMPA

Cosa dicono di noi

A Giavera del Montello sono arrivati visitatori da tutti i continenti… Italia compresa! Un esempio di dialogo e di collaborazione interculturale. Il prossimo anno sarà l’edizione dei “vent’anni”. Si è già al lavoro per mettere a fuoco temi, progetti, iniziative, impegni.

pubblico

Sono stati quasi 30 mila i visitatori di “Rimi e danze dal mondo”, la manifestazione interculturale che si è svolta nel parco di villa Wassermann a Giavera del Montello.
E’ stato un magnifico esempio di dialogo concreto, al quale hanno partecipato visitatori da oltre 130 paesi: un caleidoscopio di culture, di musiche, di colori, di arte, di cucine etniche. Si sono mobilitati più di quattrocentocinquanta volontari.
Un momento clou lo spettacolo di Giobbe Covatta, comico, attore, scrittore che ha intrattenuto, con sottile ironia e provocazione, sui grandi temi di cui soffre il mondo, come le guerre, le ingiustizie sociali, la povertà, le intolleranze.

E, soprattutto, più di 1.500 i partecipanti all’incontro con il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, avvocato iraniana, fortemente impegnata sul fronte dei diritti umani, della pace, della libertà e della convivenza tra i popoli. E’ stata intervistata dal giornalista e scrittore Gian Antonio Stella.

Il sabato aveva dialogato con oltre centocinquanta giovani studenti dell’Università di Padova e delle scuole superiori del territorio.
“Respiri di coraggio” è stato il tema sul quale ci si è incontrati e si è riflettuto: il tutto nel segno della fiducia, della voglia di costruire un mondo con un’aria diversa, in cui si possano mettere in azione sogni, progetti, azioni condivisi.
L’edizione “Ritmi e danze dal mondo” 2014 sarà archiviata sicuramente come una delle più belle, per la partecipazione e per i risultati: quattro splendide giornate ricchissime dibattiti, di confronti, di manifestazioni culturali, di musica, di folclore, di colori, di sapori etnici…

Leggi l’articolo completo qui:
http://www.lavitadelpopolo.it/Paesi-Citta/Montebellunese/Giavera-in-trentamila-alla-festa-multietnica

Saranno le donne a cambiare l’Islam e io tornerò a fare l’avvocato in Iran

Domenica 8 giugno circa 1500 persone hanno seguito con grande interesse l’incontro-dibattito con Shirin Ebadi, avvocatessa iraniana premio Nobel per la Pace 2003, fortemente impegnata sul fronte dei diritti umani, della pace, della libertà e della convivenza tra i popoli..

Con grande piacere vi riportiamo l’intervista a Shirin Ebadi, a cura di Gian Antonio Stella, pubblicata l’11 giugno su Il Corriere della Sera. Per chi non ha potuto essere presente un’occasione per leggere parte dei contenuti discussi attorno al tema del festival “Respiri di coraggio”.

E’ anche possibile ascoltare la registrazione audio integrale del dibattito.

Il sabato aveva dialogato con oltre centocinquanta giovani studenti dell’Università di Padova e delle scuole superiori del territorio.

Giavera-in-trentamila-ritmi-danze-mondo

I numeri del grande evento, al quale ha partecipato la ministra dell’integrazione Cécile Kyenge. Un bilancio positivo oltre ogni attesa, e già si è al lavoro per la prossima edizione. Continua a colpire la presenza di tante famiglie: una festa delle famiglie del mondo. Mobilitati centinaia di volontari, arrivati generosamente anche da fuori Veneto.

“Ritmi e danze dal mondo” ha sfiorato le trentamila presenze: un record assoluto per le giornate interculturali e interetniche di Giavera del Montello: un trenta per cento in più rispetto alla passata edizione. Il bilancio è decisamente positivo, dimostrando che si sono sapute superare anche le difficoltà legate al periodo che stiamo vivendo e che colpiscono in modo particolare il mondo della migrazione. Pur con risorse economiche ridotte si è riusciti a fare cose molto importanti e qualificate, grazie al sostegno del pubblico e anche al fatto che vari relatori e artisti si sono prestati gratuitamente o a puro rimborso spese. Colpisce sempre più la partecipazione di tante famiglie italiane e migranti, che con i figli sono arrivate a Giavera del Montello per quella che sentono la loro festa. Ritmi e danze può essere letta anche come occasione d’incontro delle famiglie del mondo. Gli organizzatori si sono ritrovati per fare il bilancio dell’edizione 2013, la diciottesima, e per seminare idee e proposte già in vista della prossima. L’Associazione promotrice, “Ritmi e danze dal mondo”, presieduta da don Bruno Baratto, co-presidente il tunisino Zied Kassaoui, è attiva tutto l’anno, con iniziative e incontri a vario livello per tenere alta l’attenzione e consolidare rapporti.

Quest’anno ha dato una grande visibilità la presenza della ministra per l’integrazione Cècile Kyenge, che con un intervento di grande sensibilità sociale e di alto profilo culturale ha insistito sulla prospettiva di una società fatta di tanti colori, dove le differenze sono ricchezza, quale condizione per far crescere un domani migliore fatto di convivenza e di relazioni solidali, costruite dalla gente e tra la gente. Importanti anche la visita del governatore della regione tunisina del Kebili, Habib Jeridi, con una delegazione del turismo e dell’artigianato dal sud della Tunisia, e quella del vescovo di Treviso, monsignor Gardin….

Leggi l’articolo completo qui:
http://treviso24.tv/news/sfiorate-le-trentamila-presenze-a-ritmi-e-danze-dal-mondo-di-giavera-del-montello.html

La titolare del dicastero dell’Integrazione sarà a Giavera domenica 23 per la chiusura della festa multiculturale.

GIAVERA. Il ministro all’Integrazione Cécile Kyenge chiuderà la diciottesima edizione di “Ritmi e Danze dal Mondo” a Giavera. Kyenge, italiana di origine congolese, la prima donna “nera” (come lei stessa ama definirsi) diventata ministro in Italia, domenica 23 giugno parteciperà alla festa interculturale che richiama più di ventimila persone di oltre cento paesi, in programma dal 21 a villa Wassermann. Ad invitare l’esponente del governo Letta sono state l’amministrazione comunale di Giavera e l’associazione “Ritmi e Danze dal Mondo”. «Insieme all’amministrazione di Giavera abbiamo invitato Cécile Kyenge perché possa rendersi conto di esperienze di incontro espresse da movimenti e associazioni che fioriscono dal basso, dalla vita concreta della gente» informa don Bruno Baratto presidente dell’associazione. «Sarà una presenza molto importante» commenta il sindaco di Giavera, Fausto Gottardo «e non solo per la nostra comunità, ma per la realtà multietnica che vive e fa vivere Giavera durante “Ritmi e Danze dal Mondo”». Il ministro arriverà verso le 10 e il suo intervento segnerà uno dei momenti più significativi della manifestazione che quest’anno ha per tema “Partiamo da noi”: un confronto a tutto campo di esperienze di integrazione, a testimonianza che il dialogo tra culture diverse è possibile. Altri eventi importati della festa saranno il concerto gratuito di 100 musicisti di ogni parte del mondo venerdì 21 giugno alle 19 e lo spettacolo “L’anima del Nord -Est” di e con Natalino Balasso, Giuliana Musso e Gianluigi “Igi” Meggiorin sabato 22 alle 21 di cui si possono già prenotare i biglietti al www.ritmiedanzedalmondo.it. E stamattina nel parco di villa Wassermann 500 bambini delle scuole della zona si cimenteranno con giochi di ogni cultura.

Di Gino Zangrando, articolo originale qui:
http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2013/06/07/news/il-ministro-kyenge-a-ritmi-e-danze-1.7213782

La festa multiculturale di Giavera del Montello si è confermata una grande “piazza” di dialogo, di confronto, di integrazione. Ha sfidato la crisi e, nella serata conclusiva, la partita di calcio, confermando i numeri delle migliori edizioni. L’impegno di oltre 400 volontari.

“Ritmi e danze dal mondo 2012” ha confermato i numeri delle sue migliori edizioni (si svolge da 17 anni): 20 mila presenze in tre giorni di eventi. Ha affrontato con grande slancio sia la concorrenza della partita di calcio Italia – Inghilterra di domenica sera, sia le fatiche della crisi.  La festa multiculturale “musica, incontri e idee per capovolgere il mondo” ha retto bene a entrambe le situazioni ed ha centrato pienamente il bersaglio. Si è dimostrata di essere a tutti gli effetti l’evento interculturale più frequentato e più coinvolgente  del Nord Est.  Dunque bilancio altamente positivo, grazie in particolare alla generosità e alla disponibilità di oltre 400 volontari. A fare la differenza, la qualità delle proposte: a Giavera nello scorso fine settimana si sono intrecciati momenti di riflessione provocatoria sul tema di Capovolgere il mondo, grazie alla serata con Alessandro Bergonzoni, che ha giocato alto con le parole proposte dal mondo di “Ritmi e danze”, suscitando la risata ma più spesso un silenzio attento e partecipe; il dibattito della domenica mattina, con il filosofo Ermanno Bencivenga, lo scrittore Andrea Molesini, la blogger egiziana Ghada Abdel Aal, che hanno contribuito a capovolgere il mondo riportando esperienze personali di capo-volgimento, ma anche i tesori di patrimoni culturali diversi, dall’ospitalità al racconto al cibo, dai sogni e dalla realtà delle donne al rigore di una filosofia che si fa quotidiana scelta di vivere pienamente, in ogni circostanza dell’esistenza. I numerosi autori, che si sono succeduti a proporre le loro opere, la proiezione di video significativi sul tema, dal ben noto Andrea Segre al fotoreporter Aldo Pavan, a Fred Kuwornu sul diritto di cittadinanza della seconda generazione e proposto dal coordinamento Cittadinanza attiva, i mondi raccontati da interpreti in diretta, le proposte di buone pratiche da associazioni del territorio hanno arricchito la riflessione di tutti. Ma anche gli spettacoli, di musica e di danza, dai meravigliosi bambini ucraini agli artisti indiani di Milon Mela, dagli scatenati ritmi macedoni della banda Agusevi Dzambo all’intensa danza Guarani (vedi il video) e ai suoni di MaMarimba alle percussioni di Reeno Africa, per citarne solo alcuni dei tanti provenienti dai cinque continenti, hanno contribuito all’energia che questa manifestazione sa comunicare con grande forza. La sfilata degli oltre quaranta gruppi e associazioni di migranti presenti nel territorio, che sono tra gli organizzatori della festa, ha testimoniato la volontà di una presenza significativa nell’offrire le ricchezze della propria identità all’interno di un territorio condiviso. Il cibo da dieci cucine diverse, le frasi di riflessioni di diverse culture riportate in moltissimi tessuti sparsi per il parco, la qualità e la grande originalità delle proposte artigianali hanno completato il volto di una manifestazione che sa farsi luogo di incontro per tantissima gente. Tutto questo, intessuto insieme dall’impegno diretto di associazioni e di volontari italiani e stranieri e sostenuto dall’impegno dell’Amministrazione di Giavera del Montello e di tanti abitanti del paese, ha contribuito a creare una volta ancora ciò che davvero fa la differenza: il “clima di Giavera”, una piazza in cui è possibile abitare almeno per un po’ meravigliandosi di così varie ricchezze presenti da tempo in questa terra.  “La festa, una volta ancora,” commenta don Bruno Baratto, presidente dell’Associazione Ritmi e danze dal mondo, “ha fatto riemergere tanta ricchezza dal suolo indurito dalla crisi. Abbiamo sempre più bisogno di scoprire tutte le risorse culturali ed esistenziali presenti fra noi per affrontare il difficile cammino di questi anni. Chi costruisce “Ritmi e danze” lo fa perché questa energia e queste risorse possano contribuire a capovolgere i nostri punti di vista, e vivere con miglior prospettiva il tempo che ci è dato di vivere”.

Alcuni personaggi famosi hanno detto di noi …

Giavera, una festa del mondo, dove non esiste colore della pelle: consiglio 
a tutti di “vivere” questa emozione, questa festa dei popoli.
Iba Faye

Non facciamola troppo facile. Sappiamo benissimo che l’incontro può essere faticoso quando non si consuma allegramente in una palestra con tanto di artigianato e gastronomia etnica in esposizione per i curiosi e i golosi. Lo sappiamo che il dialogo fra persone diverse per reddito, cultura, aspettative implica rinunce a una parte del sé, destabilizza, induce alla nostalgia di un bel tempo che fu mai esistito nella realtà. Però volenti o nolenti ci tocca. E allora tanto vale ricordarci che la parola identità ha la stessa radice semantica della parola identico: ciò che ci accomuna ai diversi venuti fra noi, sarà sempre molto molto molto più di quel che ci separa. E dunque la nostra stessa identità si configura attraverso la relazione. Chi invece propone di fossilizzarla nella contrapposizione all’identità altrui, va definito per quello che è: un truffatore, uno spacciatore di false identità. 
Altro che paura del meticciato, ma ve lo immaginate cosa sarebbe Giavera del Montello nel 2005 senza le contaminazioni culturali di cui ha saputo avvalersi la sua gente?
Gad Lerner

Non manca, grazie a Dio, chi crede nella vita buona e dunque si preoccupa dell’Altro. Già carsica, esplode alla luce del sole quella che chiamerei la Cultura dell’Alterità. (…) Pioveva quella sera di giugno, faceva financo freddo, ma dentro l’auditorium sembrava di essere in Togo, Ruanda, in Africa insomma. Drums scatenati e danze travolgenti tutte scandite dal sorriso di donne e uomini, di vecchi, di fanciulli.
Se il palcoscenico offre un colpo d’occhio variopinto, mosso, festoso, che dire della platea? Tutti accompagnano, battendo le mani, agitando i piedi, i ballerini cantanti che saccheggiano il palcoscenico. A un segnale (…) i drums tacciono, la danza collettiva si conclude e tocca agli ospiti forestieri salire sul palco. Il tema è “Incontriamoci e raccontiamo”.
Igor Man (da Messaggero di Sant’Antonio, luglio agosto 2004)

In un paesino della Toscana. Neanche un paesino, più un gruppo di case sparse. Intorno a quella dei miei genitori c’erano quelle degli zii. Tutti i parenti abitavano lì, in un raggio di tremila metri. C’era, e c’è ancora, uno zio che se n’era andato a vivere a Prato, undici km di distanza. Un gesto estremo. Tra i vicini di casa, infiltrati tra gli zii, c’era una famiglia venuta da Arezzo. Brave persone, ma per noi diverse. Parlavano anche strano. Nel giugno del 2005 sono capitato a Giavera del Montello e intorno ad un prato ho visto in una volta sola, felicemente accampato, tutto il mondo che non avevo visto nei primi 18 anni della mia vita. Anche per questo Ritmi e danze dal mondo mi è piaciuta assai. E gli son grato.
Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar

Ritmi e danze dal mondo, già il nome della manifestazione mette voglia di festa. E una festa non è solo incontro di genti diverse, uno scambio tra culture anche sconosciute. In una festa c’è l’euforia, la soddisfazione di esserci, la sorpresa della scoperta. Onorato di essere stato testimone e grato a questo fazzoletto di terra in riva alla Piave, base di partenza di una mongolfiera multicolore che ci fa alzare gli occhi dal nostro orizzonte quotidiano.
Mario Brunello, violoncellista

Bisognava avere il cervello in una morsa di cemento, il cuore esangue e i sensi in letargo per non sentirsi parte di qualcosa di più grande, più logico, più umano quella sera a Giavera.
E non parlo dei momenti di spettacolo, o di parole pubbliche che mi hanno riguardato di fronte a migliaia di teste mischiate, no.
Parlo piuttosto e sopratutto dell’atmosfera che si respirava gironzolando tra i colori e i suoni, in un alone di gratuità,esattamente il contrario del mercato anche se c’erano eccome i mercatini. È che la vita è meravigliosamente gratuita,non si compra e non si vende. E a Giavera era semplicemente così, un riassunto, una noce di vita. Continuare, infittire, vivere insomma, e il mio infinitesimale augurio.
Oliviero Beha, giornalista

I passi che attraversano lo spazio e che si incontrano nei luoghi della festa intrecciano culture e tradizioni,immaginari,saperi e sapori. I volti con le loro forme,con le loro espressioni, con i loro sguardi e attraverso le parole rappresentano un autentico e concreto esempio di scambi possibili fra differenti modelli culturali e stili di vita. E’ una efficace dimostrazione che la cultura è l’ insieme di vissuti molteplici che gli individui interpretano e assumono all’interno di relazioni storicamente determinate.
Quindi le culture sono mondi variegati che entrano in contatto grazie agli incontri e agli intrecci fra persone. Gli individui,nonostante vivano dentro un contesto culturale comune, compiono sovente scelte diverse e talvolta contrapposte rispetto alle convenzioni-paradigmi dominanti: in campo religioso, in campo sessuale, in campo socio-politico, in ambito familiare.
Se la realtà è cosi complessa, oggi più che mai è necessario e urgente creare le condizioni perché le persone possano incontrarsi alla pari nel rispetto della propria soggettività, al fine di prefigurare una civile convivenza. Gli incontri di Giavera con i loro suoni, colori, gusti, sensi diversi diventano momenti intensi e preziosa prova che la vita delle donne e degli uomini non è immobile stagno, ma un fiume che scorre nel suo continuo viaggio.
Adel Jabbar, sociologo

Con grande calore e rispetto, sia dagli organizzatori che dalle persone di altre etnìe che insieme a noi partecipavano all’iniziativa. In un momento come questo, dove l’essere musulmano praticante può risultare a volte difficile, mi ha ridato la speranza che una convivenza più serena sia ancora possibile.
Mohanna Mona, stilista

Giavera, un nome da antica Grecia. Mi aggiro nei dintorni e il Montello mi sembra l’Olimpo. Ci arrivo con Marco (Paolini), il mio compagno di bevute e di letture (noi siamo gente che, quando beve,legge il grado alcolico sull’etichetta). E cosa ci fa gente pagana come noi con questo prete (che tra l’altro non fa distribuire alcolici alla festa, insomma un integralista, ti ha capìo?!).La gente è più colorata del solito. 
E’ come una festa de l’Unità, ma con l’allegria. Arrivano musicisti, giocolieri, ginnasti, guitti e giornalisti (anche i giornalisti? Ma gera propio necessario, ciò?) eh si, anche i giornalisti,perchè qui non c’è discriminazione e persino un giornalista può esprimersi liberamente. 
Noi si fa lo spettacolo, ma lo spettacolo, quello vero, è dall’altra parte, è fatto di gente così varia da sembrare uguale, è fatto di gioia e vuole dire una cosa sola: che senza l’amore, non si può fare un…
Natalino Balasso, attore comico