Back to Life in Iraq. Arte, distruzione e rinascita

 

 

Micromacro Gfest di Giavera del Montello guarda all’attualità del nostro tempo ospitando un evento dal forte contenuto artistico, giornalistico ed etico. Un’esposizione che unisce arte, fotografia e scrittura per comprendere l’Iraq di oggi, tormentato da 15 anni di guerra e sospeso in un Medio Oriente sempre più frammentato.

Il 7 e l’8 luglio, negli spazi allestiti dal team di Ritmi e Danze dal Mondo con Collettivo Fotosocial, saranno esposti alcuni dipinti dell’artista iracheno Matti al Kanun, e il reportage di Emanuele Confortin, giornalista di Castelfranco Veneto che ha documentato la fine della Battaglia di Mosul, e il ritorno alla normalità di centinaia di migliaia di sfollati interni.

 

 

L’esposizione è centra sulla figura di Al Kanun, pittore cristiano siriaco le cui opere sono state squarciate dai pugnali dei jihadisti dell’Isis. È lui la figura cardine di Back to Life in Iraq, realizzato da Confortin da marzo 2017 a gennaio 2018 tra Erbil, Bartella, Mosul e Duhok, nel nord dell’Iraq. Matti Al Kanun è un uomo mite di 75 anni, lontano dai palcoscenici, abituato a rappresentare nei suoi dipinti soggetti di varia natura, spesso ispirati al Rinascimento italiano, inclusi temi a sfondo religioso nei quali si riflette la sua identità cristiana. La furia iconoclasta dei jihadisti lo ha costretto a fuggire dalla sua casa a Bartella, cittadina abitata in maggioranza da cristiani e da shabak sciiti, situata 20 chilometri a est di Mosul. Dopo la conquista nel 2014 e l’inclusione nel Califfato di Abu Bakr al Baghdadi, Bartella è stata saccheggiata e le opere di Al Kanun deturpate con dei pugnali. Ecco che l’artista siriaco decide di ripararle, trasformando il suo gesto in un importante atto di resilienza e di rinascita dalle ceneri di uno dei conflitti più cruenti dell’era moderna.

 

 

Back to Life in Iraq è stato realizzato in collaborazione del Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca’Foscari, un centro di ricerca interdisciplinare che valorizza il ruolo della cultura umanistica nell’affrontare i grandi temi della globalizzazione e del pluralismo culturale. La mostra si pregia inoltre dei patrocini concessi dall’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr),

da Amnesty International e da Focsiv.

Back to Life in Iraq vuole essere molto più di un fatto artistico. Accanto alle opere restaurate, vi saranno infatti le fotografie e i testi realizzati da Confortin in Iraq, al seguito della famiglia Al Kanun. Ci viene così consegnata una storia eccezionale e al tempo stesso emblematica di un paese antico e multiculturale oggi devastato e diviso. I tanti risvolti di questa storia saranno esplorati nelle sale in cui si sviluppa l’esposizione e ulteriormente chiariti da Emanuele Confortin durante la presentazione di sabato 7 luglio alle ore 20.

All’interno dell’area espositiva sarà anche proiettato il documentario realizzato da Emanuele Confortin in collaborazione con Daniele Costa (responsabile post-produzione), Marco Furlanetto e Mauro Martinuz (missaggio e montaggio audio), e con la voce narrante dell’attrice Ottavia Piccolo.